Stefano Cazzella
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Archive for the ‘Blog’ Category

Quarta edizione del JavaDay a Roma

Wednesday, January 6th, 2010

Dopo il successo delle passate edizioni, torna, puntuale come sempre, l’appuntamento fisso della java community romana: il JavaDay.

JavaDay 2010

L’evento si terrà il 30 Gennaio 2010 presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Roma TRE in via della Vasca Navale, 79.


Tags: 2010, evento, Java, JavaDay

Nuovo layout grafico per caccio’s blog

Tuesday, August 14th, 2007

Ho rubato qualche giorno di vacanza alle ferie estive per ripensare il layout del blog. L’opera non è ancora completa (direi che è ancora in beta – se non fosse un termine ormai abusato), ma le novità – a partire dalla veste grafica – non mancano.

La prima novità di cui è necessario parlare riguarda la presentazione dell’elenco dei post più recenti nella pagina principale: invece che presentare i post per intero, costringendo chi non fosse interessato agli argomenti trattati nei primi post a lunghe “scrollate” per raggiungere quelli successivi (nel caso venisse mai concessa una prova d’appello nel frenetico mondo del web 2.0), ho preferito lasciare solo le prime righe di ciascun post in modo da facilitare la selezione dei contenuti di maggior interesse fra quelli pubblicati. Per proseguire nella lettura di un post dalla pagina principale ora è necessario fare click sul titolo del post o sulla voce [continua] al termine della sua presentazione.

(more…)


Tags: Web 2.0

Blogout! (avrebbe dovuto essere BarCamp Video)

Sunday, January 28th, 2007

Dopo un’interminabile settimana di blackout, il blog torna on-line. Pare che il solito ISP nostrano, incapace di garantire la continuità del servizio erogato (escluderei la matrice politica per l’oscuramento del blog ;-), sia finalmente riuscito a restituirmi l’accesso al mondo. L’esperienza mi ha quanto meno fornito alcuni interessanti spunti di riflessione su SLA, contact center, ecc. Ma questa è un’altra storia. Intanto, con incolpevole ritardo, mi appresto a commentare (anche visivamente) il BarCamp / RomeCamp 2007 cui ho partecipato la scorsa settimana.

Click To Play

La cosa che mi ha maggiormente sorpreso è stata la partecipazione significativa di esponenti del mondo dell’informazione. Nella mia mente avevo catalogato l’evento come geek-oriented e la cena della sera prima, organizzata da 2spaghi aveva decisamente rafforzato la mia convinzione. Non credevo sinceramente che una manifestazione ospitata dal Linux Club, il cui filo conduttore fosse il Web 2.0 potesse attirare, in qualità di partecipanti attivi, un numero significativo di giornalisti e operatori del settore editoriale. Invece ci sono stati diversi interventi interessanti in tal senso e l’argomento dell’impatto della blogosfera nel mercato editoriale è stato ampiamente dibattuto, specie in termini di confronto fra modelli di business e credibilità.

Fra gli interventi che ho avuto modo di seguire (l’evento era organizzato in tre sessioni parallele) vi segnalo quelli che, per un motivo o per l’altro, ho trovato di maggior interesse.


Tags: BarCamp, Blogsphere, Web 2.0

BarCamp / RomeCamp 2007

Friday, January 19th, 2007

RomeCamp 2007

Domani si terrà l'edizione romana del BarCamp cui parteciperò anch’io proponendo (questo è lo spirito del BarCamp) alcune riflessioni su come e perché misurare la blogosfera.

Il fascino dell’evento consiste nelle modalità organizzative che prevedono una sorta di auto-gestione dell’evento stesso. In pieno stile 2.0 ognuno è chiamato a partecipare con un proprio contributo (sia intellettuale che organizzativo) mentre viene demandato alla collettività il compito di governare il processo di selezione degli interventi e definire il palinsesto.

Tutti i partecipanti devono mostrare una demo, preparare una presentazione/discussione, una sessione o aiutare in una. Altrimenti possono offrirsi come volontari e contribuire in qualche modo al supporto dell’evento.

Tutte le presentazioni devono avvenire il giorno del barcamp. Preparala in anticipo ma soprattutto arriva presto al mattino in modo da prendere uno spazio sul muro con il post-it col titolo della presentazione.

Le persone presenti all’evento sceglieranno quali demo o presentazioni vogliono ascoltare.

Chi presenta si impegna a pubblicare nel web le slide, le note, l’audio e/o il video della sua presentazione, in modo che anche chi non era presente ne possa beneficiare.

Il primo BarCamp è stato organizzato nel 2005 a Palo Alto come alternativa democratica agli esclusivi FooCamp organizzati da O’Really. Il BarCamp non nasce come reazione critica agli eventi di O’Really (non ce ne sarebbe motivo), ma come affermazione del desiderio di aprire a tutti la possibilità di confrontarsi in dibatti pubblici in cui ognuno ha l’occasione di proporre le proprie idee.


Tags: BarCamp, Roma, Web 2.0

Buon Natale e Felice 2007

Sunday, December 24th, 2006

Buon Natale e Felice 2.007

Quello che si sta concludendo è stato per me (ma credo non solo per me) un anno ricco di eventi e cambiamenti che sono stati, nel bene e nel male, un’occasione di crescita personale ancor prima che professionale.

I progetti per il 2007 sono come sempre tanti e ambiziosi, ma si sa che la vita stupisce sempre dove meno te lo aspetti! Non mi resta quindi che augurare a tutti che l’anno nuovo possa essere un anno ancora migliore di quello passato!

Buon Natale e Felice 2007

Web Customer Experience

Thursday, November 2nd, 2006

Fattoria ItalianaL’altro ieri mi è stato consegnato il “Pacco TRY” di Fattoria Italiana, progetto imprenditoriale nel settore alimentare il cui obiettivo è favorire la distribuzione di “prodotti tipici” che difficilmente sono reperibili attraverso i consueti canali di distribuzione e vendita. Il progetto, in fase di start-up, è ambizioso in quanto “nasce dal desiderio di dare una nuova opportunità di sopravvivenza all’agricoltura italiana e all’allevamento di animali di razze autoctone italiane” attraverso la formula dell’adozione di piante ed animali; ognuno può realizzare la propria fattoria virtuale inserendovi gli animali e le piante di proprio gradimento e quindi goderne i frutti.

La consegna era pevista per il mese di ottobre, quindi il pacco è arrivato giusto in tempo. Comunque sapendo che quelli erano i termini previsti nessun campanello d’allarme è suonato in questo caso.

In progetti di questo tipo la logistica e il delivery costituiscono le sfide organizzative più grandi, sopratutto quando si ha a che fare con generi alimentari (più o meno) deperibili. Fattoria Italiana ha infatti scelto di scadenzare le consegne dei prodotti nell’arco dell’anno senza particolari vincoli temporali (se non al livello mensile). Così i prodotti vengono consegnati progressivamente e compatibilmente con la loro stagionalità senza stringenti vincoli temporali che generino aspettative spesso disattese nei clienti.

Ottobre è mese di consegne. Ho infatti ricevuto anche due pacchi di libri da Amazon e da BOL Italia. In questo caso i beni non sono deperibili, la disponibilità di magazzino è nota, i sistemi di spedizione sono ormai collaudati, i tempi di consegna sono precalcolati al momento dell’acquisto. Eppure in entrambi i casi ci sono stati degli intoppi. Può capitare (per altro mi servo abbitualmente di entrambi i servizzi senza aver mai avuto problemi rilevanti); ma quello che è interessante è confrontare la “customer experience” nei momenti di difficoltà.

Amazon

Dopo un paio di giorni dalla scadenza della finestra temporale in cui avrei dovuto ricevere i libri ho scritto ad Amazon (attraverso l’apposita form disponibile sul loro sito) informandoli della mancata ricezione della merce. La risposta è arrivata via mail a meno di due ore ed era decisamente confortante:

First, please allow me to express my sincere apologies for any frustration that has been caused. It is certainly not our intention for our customers to have anything but a pleasant experience at our store.

Normally we would send a replacement order at no additional charge, but in this case it is possible that you might receive both the orders and it will be an additional inconvenience for you to return the duplicate shipment.

Please note that we take full responsibility should any item become lost or damaged while being delivered, and we are more than happy to replace these items at a cost to ourselves.

As a representative of Amazon.com, I want to assure you that we value our customers’ trust above all else–it’s the foundation on which our company was built. Please know that we’ll continue working hard to ensure that you receive accurate service, and to minimize the chances of anything like this occurring again.

Non avevano risolto il roblema, ma si impegnavano a farlo interamente a loro spese per tutelare la “fiduca del consumatore” nel loro servizio. Naturalmente aspettare qualche giorno non è servito e quindi mi sono rifatto vivo. Anche in questo caso nel giro di poche ore ho ricevuto risposta.

I’m sorry, but it appears that your order has been lost in shipping.

I’ve placed a new order for the items to be shipped to you as soon as possible. To ensure that your order is delivered quickly and efficiently, and that these items are not held up by delays in customs clearance procedures, we create a replacement order with charges when an international order is lost, damaged, or incorrect.

Il giorno dopo ho ricevuto un’altra mail che mi confermava l’avvenuta spedzione del pacco sostitutivo.

BOL Italia

In questo caso, nonostante tutti i libri fossero disponibili al momento dell’ordine, la consegna è stata frazionata. Alla ricezione del primo gruppo di libri ho provato chiedere informazioni (sempre tramite web-form) circa i tempi di consegna dell’altro ordine.

Verso la fine del mese (l’ordine è stato sottomesso il 6/10/2006) ho ricevuto anche il secondo pacco. Solo il primo novembre ho ricevuto risposta alla mia mail.

Caro Stefano,

ti comunichiamo che il tuo ordine nr. XXXXXX, causa la diversa disponibilità dei titoli richiesti è stato evaso in due pacchi in data 16/10/2006 e 17/10/2006. L’importo delle spese di spedizione sarà addebitato una sola volta.

Naturalmente anche questa era coretese e rassicurante, ma inutile perché tardiva: avevo già ricevuto entrambi i pacchi.

La grande differenza che appare evidente da queste due “esperienze” è come la soddisfazione e la costruzione del rapportodi fiducia con il clinte siano perseguito in modo e con attenzione diversi dall’operatore statunitense e da quello italiano. I toni e i tempi di risposta evidenziano di fatto un efficacia (e con ogni probabilità anche un investimento economico) nella gestione della propria clientela che va a favore di Amazon.

La fiducia dei clienti si costruisce anche attraverso le difficoltà, e bisogna essere attrezzati anche per queste. Meglio mantenere le promesse fatte (sia in termini di qualità che di puntualità); ma, sopratutto in caso di difficoltà, una gestione attenta del rapporto con il cliente è un valido strumento per incrementare il suo grado di fiducia e fielizzazione.


Tags: Amazon, BOL, Customer experience, Fattoria Italiana, Marketing

Upgrade & update …

Wednesday, April 5th, 2006

Ho finalmente ultimato il processo di upgrade & update della piattaforma HW/SW su cui si basa questo Blog.

Il glorioso Pentium MMX che ha sorretto la baracca fino a due settimane fa è stato sostituito con un (ancora) moderno Pentium IV acquistato all’asta su eBay. La necessità di ospitare sul sistema progetti che richiedono maggiori risorse di quelle pretese dal leggero PHP che sostiene la piattaforma Wordpress con cui è realizzato il Blog, mi ha costretto a rinnovare il parco macchine. Mentre la migrazione dell’esistente non ha costituito grandi problemi (per la cronaca ne ho approfittato per passare alla versione 2.0.2 di Wordpress), i problemi maggiori sono venuti dalle tecnologie java-based (di cui sono un fervente sostenitore ;-).

La distribuzione Linux Fedora Core 4 da me utilizzata, viene fornita con una serie di package a corredo; fra questi sono presenti diversi prodotti Apache (fra cui Tomcat), e una versione open source della Java Virtual Machine (JVM) denominata GCJ. Tale versione non risulta ancora perfettamente compatibile con quella Sun e, fra l’altro, non supporta pienamente AXIS, il motore di Web Services di Apache (cfr: Caitlin Howell).

La versione ufficiale della JVM di Sun, pur potendo essere utilizzata liberamente, non può essere liberamente redistribuita da terzi per motivi di licensing; inoltre il destino beffardo ha fatto si che, per ammissione della stessa Redhat, l’installazione RPM della JVM di Sun sia incompatibile con Fedora Core 4. Fortunatamente, a testimonianza delle difficoltà esistenti, esiste un progetto open source (JPackage) per supportare ed uniformare l’installazione di prodotti java-based su Linux. Naturalmente neanche loro possono redistribuire la JVM di Sun; in compenso forniscono una serie di RPM per supportare il processo di installazione e configurazione delle diverse versioni della JVM di Sun (da scaricare separatamente dal sito ufficiale).

Esistono diversi tutorial on-line su come procedere per installare la JVM di Sun su Fedora, ognuna da la sua ricetta più o meno personale:

Dopo aver tentato diverse varianti, ho seguito una procedura semplificata che nel mio (fortuito) caso ha dato gli esiti sperati:

  • ho scaricato da JPackage il file RPM per la configurazione del JDK 1.5.0.06
  • ho scaricato dal sito Sun il file auto-estraente del il JDK 1.5.0.06 per Linux (medesima versione delle procedure per la sua configurazione)
  • ho installato il JDK di Sun (basta eseguire il file .bin scaricato)
  • ho applicato le configurazioni contenute nel RPM preso da JPackage
  • ho impostato con alternatives il JDK di Sun come JVM da utilizzare di default

Quello che invece non viene indicato nei diversi tutorial è che per rendere operativo Tomcat 5 con la nuova JVM è necessario aggiungere alle librerie standard il JAR delle Java Transaction API che non fanno parte del JDK e senza cui Tomcat si rifiuta di partire. In questo modo Tomcat, AXIS e le altre applicazioni java-based possono essere eseguite utilizzando la JVM di Sun; così vengono risolti anche i problemi relativi all’impossibilità di eseguire il deploy di semplici classi Java come Web Services in AXIS.

Al termine della vicenda che (visti gli altri impegni) è andata avanti per circa due settimane di tentativi, rimane la soddisfazione di aver vinto la sfida ma anche qualche dubio latente sul tempo perso dietro a falsi problemi indotti da questioni non solo tecnologiche.


Tags: Apache, AXIS, Fedora, GCJ, Java, JDK, JPackage, Linux, Open source, Sun, Tomcat

Stuff…area

Saturday, February 4th, 2006

Il lavoro (spesso sotterraneo) di allestimento del blog continua. Oggi inauguro la sezione STUFF in cui cercherò di raccogliere e organizzare tutto il materiale da me preparato e cui faccio riferimento nei post del blog. Al momento tale sezione è divisa in quattro aree per tipologia di contenuti:

  • la prima area è dedicata a documenti tecnici, pubblicazioni, presentazioni, ecc.;
  • un’altra raccoglie i link più recenti a siti da me visitati e ritenuti degni di interesse;
  • la terza consente di accedere ad album fotografici condivisi in rete;
  • la quarta (e per ora ultima) è dedicata ai podcast (musicali e non).

In futuro aggiungerò un area per il software distribuito tramite il sito.

Questa sezione vuole essere il punto di riferimento per la pubblicazione di contenuti di natura diversa rispetto ai post di un blog e che tipicamente richiedono una modalità di fruizione differente da quella del blog stesso (anche se naturalmente possono essere referenziati da qualunque post).

Al momento l’area DOCS raccoglie alcune mie vecchie pubblicazioni e presentazioni su temi di data mining e strumenti di supporto decisionale per il marketing strategico; l’area LINKS contiene un elenco dei preferiti gestito da del.icio.us, integrato nel blog attraverso una versione hackerata del plug-in di Tom Gilbert; l’area PHOTOS contiene un solo photo album (sto ancora testando il plug-in per Flickr che sto scrivendo per la pubblicazione delle foto nel blog – naturalmente i plug-in esistenti non mi andavano bene); l’area PODCAST ha al momento un solo canale dedicato alle ultime produzioni dei Dionea, il progetto musicale cui partecipo dai tempi del liceo; in futuro vorrei ampliare quest’area introducendo anche dei canali non musicali e gestendo la loro pubblicazione con una piattaforma dedicata integrabile in modalità Web 2.0.

Hello WORLD 2.0!

Monday, January 30th, 2006

caccio.idic.caos.it A distanza di 8 anni dalla conclusione dell’esperienza di caccio.idic.caos.it torno a gestire una mia presenza personale in rete. In questi anni si sono susseguiti (inseguiti) tecnologie e cicli economici che hanno contribuito a sviluppare, innovare e stravolgere la rete e il ruolo che questa ha nella vita quotidiana. Nonostante le tumultuose vicissitudini del settore e nonstante io abbia continuato (non solo per ragioni professionali) a seguirne gli sviluppi sia tecnologici che sociali, non ho più sentito la necessità di una presenza personale in rete. Ciò che mi spinge oggi ad intraprendere questa avventura è la consapevolezza (o la convizione) che una nuova modalità (2.0) di concepire la rete si stia affermando e la volontà di prendere parte a tale fenomeno.

Non si tratta di una trasformazione netta, definita e per-ordinata, quanto piuttosto della convergenza di diversi processi co-evolutivi sia di carattere sociale che tecnologico.

Navigare vs Partecipare

Se l’affermarsi e il proliferare del “sito internet” inteso come vetrina istituzionale o commerciale ha da un lato aperto la strada per la fornitura di servizi on-line su ampia scala, esso ha anche contribuito a soffocare l’attenzione verso strumenti più collaborativi (i.e. Usenet) che meglio sfruttano la natura bidirezionale e “democratica” di Internet. La possibilità di ciascuno di emanciparsi dal ruolo di semplice fruitore (spettatore) e contribuire attivamente alla crescita della rete ha trovato altre espressioni: dalla collaborazione a progetti condivisi di rilevanza mondiale (prodotti software open source come Linux, enciclopedie come Wikipedia, ecc.) il cui impatto sociale è oggi evidente, alla partecipazione a gruppi di discussione tematici (community) e, in un certo qual modo, al file sharing (che rende disponibili fonti informative alternative agirando la censura intrinsecamente operata dai sistemi distributivi centralizzati).

Il fenomeno Blog

Il desiderio di condividere idee, progetti, esperienze personali, combinato con quello di essere identificabile come “produttore di contenuti”, è alla base del fenomeno Blog che combina la natura “accentratrice” del sito web con quella “partecipativa” propria delle community. Il Blog per sua natura è sempre più un contenitore per elementi di natura eterogenea sia per forma meidatica (testi, foto, musica, video, codice, ecc.) che per i temi trattati: il loro comune denominatore è spesso semplicemente il loro autore. Tuttavia e facile individuare gruppi di elementi non disgiunti che presentano affinità semantiche; tali affinità vengono esplicitamente rappresentate associando delle etichette (metatags) ai diversi elementi: in questo modo i diversi elementi, pur mantenendo la loro atomicità, sono collegati attraverso le etichette che ne descrivono il significato.

Motori di ricera, Portali, Aggregatori di blog

Motori di ricerca e portali costituiscono la principale modalità di accesso a informazioni e servizi pubblicati in rete attraverso siti web. Nella loro natura di sito web anche i blog possono essere indicizzati con motori di ricerca “tradizionali”; tuttavia la genesi dei blog come risposta alternativa ai “siti istituzionali” e l’uso sistematizzato della taggatura dei contenuti ha portato allo sviluppo di forme aggregative dei blog con funzioni di ricerca basate su tag (l’esempio più famoso è probabilmente Technorati): in questo caso sono i blog stessi ad essere taggati in funzione dei contenuti e quindi e ricercabili per arogmento trattato. Inoltre i blog stessi possono collegare i propri post inserendo degli appositi riferimenti nei post di altri blog costruendo così una sorta di rete trasversale ai blog.

Distributori e Aggregatori di informazione

Gli sviluppi più interessanti sono però legati alla disponibilità dei singoli contenuti e delle loro descrizioni (metadati) in formati standard come RSS, il che rende possibile l’aggregazione semantica di contributi provenienti da diverse fonti. Lo stesso standard RSS è utilizzato da molti fornitori di servizi on-line per la condivisione/distribuzione di contenuti: i podcast di iTunes, le notizie pubblicate dai quotidiani on-line, le foto di Flickr, sono tutti distribuiti come feed RSS.

I metatag con cui vengono etichettati i contenuti costituiscono quinidi dei legami anche fra contenuti distribuiti da fornitori diversi: blog, giornali, podcast, ecc. Purtroppo il valore di una corretta taggatura dei contenuti non è ancora compresa appieno dai produttori di informazione (ad esempio il feed di Punto Informatico ne è sprovvisto, mentre in altre testate non è utilizzato per descrivere il contenuto dell’articolo ma solo per classificarlo: esteri, spettacolo, ecc.) e d’altra parte anche la rappresentazione dei tag nei feed non è standardizzata.

Tuttavia le infrastrutture tecnologiche disponibili offrono già ottimi spunti per cominciare a progettare sistemi di individuazione e aggregazione di contenuti e servizi basate sull’integrazione e l’analisi dei metadati associati a ciscun elemento informativo.


Tags: Web 2.0